LA GRANDE GARA DELL'UNICORNO
In un piccolo villaggio nascosto tra montagne , viveva una ragazzina di nome Maya.
Il suo villaggio era molto povero. Le case erano vecchie e rovinate, i raccolti crescevano a fatica e, soprattutto, il grande pozzo del paese era ormai vuoto.
Ogni giorno gli abitanti del villaggio dovevano scalare una collina per raggiungere il lontano Fiume Incanto. Lì raccoglievano la sua preziosa acqua in grandi botti di legno, per dissetare le famiglie e irrigare gli orti del paese. Anche Maya si dava da fare: ogni mattina percorreva la lunga strada che conduceva al Fiume Incanto con un secchio d’acqua più grande di lei.
Non solo, aiutava gli anziani a portare la legna e dava da mangiare agli animali randagi del villaggio.
Per questo tutti dicevano:
— Maya ha il cuore più gentile del mondo.
Un giorno nel villaggio giunse un messaggero del re che fece a gran voce un annuncio importante
— Tra sette giorni si terrà la Grande Corsa Reale!
I migliori cavalieri del regno sono invitati a partecipare ad una corsa lungo la foresta reale. Sono consentiti tutti gli animali e qualsiasi tipo di carrozza. Il primo che taglierà ilt raguardo riceverà cento monete d’oro!
Maya ascoltò con stupore. Cento monete d’oro sarebbero sicuramente bastate per costruire un nuovo pozzo
Il vecchio sindaco del paese, però, smorzò subito l’entusiasmo di Maya
— La Grande Corsa Reale è famosa per gli straordinari animali e valorosi cavalieri che vi partecipano.
Il nostro villaggio è semplice, non possediamo animali in grado di competere con loro.
Maya scosse la testa, non voleva darsi per vinta così facilmente.
E così si fece sera, Maya guadava il cielo pieno di stelle
— Vorrei tanto vincere la gara per aiutare tutti…
Proprio in quel momento, una stella cadente attraversò il cielo sopra di lei.
Poi un misterioso bagliore argentato illuminò i cespugli sulla collina che portava al fiume Incanto
Maya afferrò la sua lanterna e, incuriosita, seguì la luce lungo il sentiero
Quando raggiunse il Fiume Incanto, rimase senza fiato.
Davanti a lei c’era un magnifico unicorno bianco.
La sua criniera brillava come la luna e il suo corno emanava una luce dorata.
Maya lo ammirò da lontano, quasi non credendo a ciò che aveva davanti.
L’unicorno la notò e le sorrise con occhi gentili.
—Sei un unicorno? Non sto sognando, vero?
— Mi chiamo Orion. Il tuo desiderio ha raggiunto le stelle… e ora ho deciso di gareggiare al tuo fianco
Un sorriso si aprì sul volto di Maya mentre lo guardava, incredula e meravigliata.
Il giorno della gara, la capitale del regno si riempì di bandiere colorate, tamburi e musica festosa.
Le strade erano affollate di persone arrivate da ogni angolo del paese per assistere alla grande gara.
Uno dopo l’altro entrarono i concorrenti.
Tra i favoriti alla vittoria c’era il Duca Rospo Verde, che guidava una carrozza trainata da tre cavalli purosangue dal manto nero lucente.
Poi c’era il principe Valiant, in sella a un cervo maestoso dalle corna dorate, che avanzava con eleganza tra gli applausi della folla.
E ancora Khal il guerriero, che sfilava con sicurezza sopra un’enorme tigre bianca dai denti affilati.
Maya fece il suo ingresso a piedi, affiancata da Orion, attirando subito l’attenzione del pubblico.
— Un unicorno! Non se ne vedeva uno da centinaia di anni!
— Chi è quella bambina?
Poi un enorme squillo di tromba risuonò nell’aria.
Era il segnale che dava inizio alla gara.
Maya e Orion si guardarono perplessi.
Non si aspettavano che la partenza sarebbe stata così improvvisa.
Davanti a loro, gli altri concorrenti erano già scattati come fulmini, lasciandosi alle spalle la città.
Il percorso della gara prevedeva un giro attorno alla capitale attraverso la foresta reale. Chi per primo fosse tornato in città sarebbe stato proclamato vincitore.
Tutti i partecipanti si erano già addentrati nella foresta reale.
I cavalli del duca Rospoverde correvano velocissimi, conquistando subito il primo posto. Dietro di lui, gli altri concorrenti saltavano ostacoli e sfrecciavano lungo il percorso.
Maya montò la sella e salì rapidamente in groppa a Orion
— Corri, Orion! Dobbiamo raggiungerli!
L’unicorno partì con un balzo elegante tra l’incitamento della folla.
Attraversarono foreste, sentieri rocciosi e colline ripidissime.
Poco alla volta iniziarono a superare gli altri concorrenti.
Orion sembrava correre insieme al vento.
La sua criniera lasciava scie luminose nell’aria mentre galoppava sempre più veloce.
Ogni volta che Maya e Orion sorpassavano qualcuno, i cavalieri rimanevano a bocca aperta davanti all’incredibile agilità dell’unicorno.
E così raggiunsero il gruppo di testa formato da Khal e Valiant che davano l’inseguimento al duca Rospoverde, sempre saldamente al primo posto.
Ad un certo punto della gara, però , il Duca Rospoverde decise di barare.
Dopo aver attraversato per primo un vecchio ponte di legno sospeso sopra un profondo burrone, tirò fuori di nascosto un’ascia che teneva legata alla sella.
Con colpi rapidi e violenti spezzò le corde del ponte facendolo precipitare nel vuoto.
Maya e gli altri furono costretti a fermarsi di colpo.
“Oh no… e adesso?”
In quel momento, Orion alzò lentamente la testa verso il cielo.
Il suo corno iniziò a brillare sempre più intensamente, diffondendo una luce calda e dorata.
All’improvviso, proprio sopra il burrone, si formò un arcobaleno luminoso, come se fosse un vero ponte sospeso.
WOW Orion – è bellissimo!
Senza esitazione, Orion iniziò a correre sull’arcobaleno.
Maya sentiva il cuore battere fortissimo.
Il vento le scompigliava i capelli mentre andavano sempre più veloci nel cielo.
Da lontano riuscirono finalmente a scorgere le imponenti porte della capitale
— Lì c’è il traguardo! Corri, Orion, corri!
Con un ultimo incredibile balzo, Orion superò anche i cavalli del duca Rospoverde.
Entrarono nella capitale velocissimi, con il vento tra i capelli e il cuore che batteva forte. Un ultimo scatto… e tagliarono il traguardo per primi, tra le urla di gioia del pubblico in festa.
Il re si alzò in piedi sorridendo.
— Complimenti Maya e Orion, siete i vincitori della Grande Gara del Regno!
Maya esplose di gioia “ABBIAMO VINTO!”
E mentre il Duca di Rospoverde continuava a scuotere la testa e a borbottare tra sé e sè, gli altri concorrenti, giunti al traguardo poco dopo, non poterono fare altro che riconoscere la vittoria di Maya e andare a congratularsi con lei e con Orion.
E così , il re consegnò a Maya il premio per il primo posto: un sacco pieno di monete d’oro.
Maya abbracciò Orion , quasi senza riuscire a credere a quello che era appena successo.
Qualche settimana dopo, nel villaggio di Maya, venne costruito un nuovo grande pozzo.
Finalmente l’acqua tornò a scorrere fresca e limpida. Il sindaco ringraziò Maya e con i soldi rimanenti del premio organizzò una grande festa.
Gli abitanti festeggiarono tutta la notte.
E mentre tutti ballavano nella piazza illuminata dalle lanterne, Maya alzò gli occhi verso la collina dove sorgeva il Fiume Incanto.
Per un istante vide Orion volare sotto la luna.
L’unicorno sorrise.
Poi scomparve nel vento come una stella cadente.
Ma Maya non lo dimenticò mai.
Perché aveva imparato che la magia più potente non è correre più veloce degli altri…
ma avere un cuore capace di pensare agli altri prima che a sé stessi.