La Principessa e il Drago
C’era una volta, in un regno lontano e pacifico, una bambina speciale di nome Lyra.
Viveva nel maestoso castello reale, essendo l’unica figlia del re di Lirion, e un giorno sarebbe diventata regina. Ma Lyra non era affatto come una principessa qualsiasi.
Lei amava giocare all’aria aperta, sporcarsi i vestiti di terra, arrampicarsi sugli alberi e fare amicizia con gli animali.
Un pomeriggio, mentre il maestro la aspettava per cominciare la lezione di ballo, Lyra sgattaiolò via, nascondendosi dietro la bottega del fabbro.
Improvvisamente sentì una voce cantare:
— «Trenta martelli in fila per tre, battono il ferro come piace a me!»
Curiosa, sbirciò e vide che a fare quel baccano era un ragazzino della sua età, dai capelli arruffati e il viso coperto di fuliggine. Lui la notò e sorrise.
— «Ti sei persa, principessa?»
— «Mi sto nascondendo dal maestro di ballo!»
— «Lezioni di ballo? Che noia!»
— «Già. E tu come ti chiami?»
— «Mi chiamo Aron. Mio padre è il fabbro del castello e io lo aiuto. Però anche questo lavoro è una noia!»
Lyra e Aron continuarono a chiacchierare per il resto della giornata, e da quel giorno divennero inseparabili.
Lei lo portava a giocare nei giardini reali, lui la conduceva nei boschi a guardare le lucciole. Ridevano, parlavano dei loro sogni e diventavano sempre più amici.
E così passarono gli anni… Crescendo, Lyra divenne intelligente e curiosa, e Aron un ragazzo coraggioso e gentile.
Una sera, il re la chiamò con voce seria:
— «Lyra, è giunto il tempo che tu trovi uno sposo.»
— «Come? Hai detto… uno sposo?»
— «Sì, figlia mia, io sono vecchio e presto diventerai tu regina.
Cosa ne pensi di Dorian, il conte di Roccaluna? È un giovane nobile e rispettabile.»
Lyra si sentì prigioniera. Non voleva un marito scelto da altri. Uscì dal castello e si diresse in città per distrarsi un po’.
Sulla strada, in direzione opposta, incontrò Aron che portava il suo cavallo a passeggio.
— «Ciao Lyra, perché sei così triste?»
— «Sono stanca di tutte queste regole… Vorrei solo essere libera di fare ciò che voglio.»
— «Allora seguimi, ti porto in un posto speciale.»
E così cavalcarono sul suo cavallo bianco fino alla cima del Monte Cuore di Fuoco, una montagna maestosa che si ergeva accanto al regno.
Arrivati in vetta, Aron si accomodò su una roccia sporgente.
— «Questo è il mio punto preferito»
Da lì, l’intero regno si stendeva ai loro piedi, avvolto dalla luce del tramonto, che illuminava tutto di rosso e d’oro, trasformando ogni angolo in pura magia.
— «È bellissimo…»
Rimasero lì, immersi nel silenzio, ad ammirare i colori del tramonto, finché, tra le rocce, notarono su una pietra rossa a forma di cuore che pareva pulsare di luce propria.
— «Nella biblioteca reale c’era un libro su questa gemma!»
— «La chiamano Il Talismano del Legame, è una pietra rarissima che ha il potere di proteggere una persona a cui vuoi bene.»
— «Allora è deciso: la stacco dalla roccia te la regalo!» disse Aron e sfilando il suo pugnale cercò di estrarre la gemma dalla roccia.
Ma, nel togliere la gemma, la spezzò in due.
— «Oh no! Che disastro!»
— «Va bene lo stesso!» «Tu tieni una metà e io l’altra: sarà il nostro talismano portafortuna!»
Aron strinse forte la sua metà, promettendo di non perderla mai.
E così rimasero un altro po’ ad ammirare il tramonto, ma dalla contea di Roccaluna qualcuno osservava la scena con rabbia. Era Dorian, il pretendente sposo di Lyra.
Voleva sposare Lyra per diventare re e non sopportava che lei passasse tanto tempo con Aron.
Quella notte, scese nelle segrete del suo castello per incontrare Morvax, il più grande tra gli stregoni del regno.
— «Morvax, voglio che il figlio del fabbro sparisca. Fallo scomparire con un incantesimo.»
— «Scomparire, dici? Conosco una pozione magica che può fare al caso tuo.»
Lo stregone spalancò il suo polveroso libro di formule e iniziò a buttare gli ingredienti nel calderone fumante:
«Un baffo di gatto addormentato… tre piume di gallina col singhiozzo… e una lacrima di lucertola innamorata!»
Mescolò con energia finché il liquido non divenne di un verde brillante e ribollente.
Poi riempì una fiala e la porse a Dorian.
— «Basta che Aron beva una sola goccia… e lo vedrai trasformarsi in un drago!»
Il giorno dopo, Dorian invitò Aron nella sua villa.
— «Benvenuto nel castello di Roccaluna – accomodati pure… arrivo subito.»
— «Grazie per l’invito Dorian, a cosa devo l’onore?»
E così, senza farsi vedere da nessuno, Dorian versò la pozione in un calice di vetro.
Poco dopo, gli porse il calice e, con un sorriso falso, disse:
— «Facciamo un brindisi.»
— «Un brindisi alla nostra salute e a quella dei nostri cari!»
— «E alla nostra amicizia!» aggiunse Dorian.
Aron bevve, ma subito sentì la pelle bruciare e si trasformò in un drago enorme, con scaglie lucenti e ali verde smeraldo.
— «Un drago! Chiamate i soldati!» gridò Dorian.
Aron cercò di parlare, ma dalla sua bocca uscì solo un getto di fuoco che fece divampare un incendio.
Subito si diffuse il panico tra i presenti:
— «Guardate lì, un drago ci sta attaccando!»
— «Mettete in salvo i bambini!»
Aron era confuso e spaventato, non riusciva a capire perché dalla sua bocca uscissero fiamme.
Poi arrivarono i soldati armati di frecce e iniziarono ad attaccare Aron.
Sofferente e impaurito, volò via verso la montagna, lasciandosi dietro fumo e paura.
Subito dopo, Dorian si recò da Lyra per raccontarle una storia falsa: un drago aveva attaccato il palazzo e Aron era stato ridotto in cenere.
— «Questa sciarpa è tutto ciò che resta di lui. Ha combattuto coraggiosamente.»
Lyra, appena appresa la notizia, si chiuse in camera e pianse per settimane intere.
Il padre cercava di consolarla, ma non c’era niente da fare.
Stringeva la sua metà della pietra rossa e ricordava con affetto l’amico scomparso.
— «Aron, amico mio… non posso credere che non ti vedrò mai più.»
E così passò un anno. I soldati del regno continuavano a fare da guardia al castello, ma il drago non tornò più.
Lyra pensava ancora al suo amico Aron, ma suo padre, il re, insisteva:
— «Lyra, il regno ha bisogno di una regina. Devi sposarti.»
Dorian le faceva spesso visita, mostrandosi sempre premuroso e gentile.
Lyra iniziava poco a poco ad apprezzare le visite di Dorian, ignara che fosse proprio lui la causa della sua sofferenza.
Quel giorno, per ricordare l’anniversario della scomparsa di Aron, Lyra decise di incamminarsi verso il Monte Cuore di Fuoco, avvolta ancora una volta dai colori caldi del tramonto dorato.
Arrivò in cima nello stesso punto dove, un anno prima, aveva trovato con Aron la gemma del legame.
Lì vicino notò una caverna che attirò la sua attenzione. Decise di entrare e improvvisamente si bloccò…
Lì, su un grosso masso, dormiva un maestoso drago verde.
— «AAAAAH!» Lyra si spaventò e non riuscì a trattenere un urlo di paura.
Il drago aprì gli occhi e la guardò con sguardo assonnato. Ma appena riconobbe Lyra, non mostrò ostilità; anzi, sembrava felice, quasi commosso.
Fu in quel momento che Lyra vide, lì vicino, su un altare di pietra, brillare l’altra metà della pietra rossa.
— «Quello è il frammento di pietra che apparteneva ad Aron…»
— «Aron?? Sei tu?»
Il drago annuì dolcemente.
— «Chi ti ha trasformato in drago?»
Il drago sbuffò una nuvola di fumo che formò le lettere: «”DORIAN”»
— «Quel farabutto! È stato lui!»
Lyra rimase a pensare per un momento, poi sorrise: le era venuta un’idea
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Quel pomeriggio, nel regno si udì un boato.
— «Il drago è tornato!» urlarono le guardie.
«Chiamate gli arceri, preparate le frecce!»
«Fermi tutti. C’è mia figlia con lui!» ordinò il Re.
Sopra il drago c’era la principessa.
Il drago atterò al centro della piazza lasciando tutti a bocca aperta.
— «Questo drago è il mio migliore amico. È Aron! E’ stato trasformato così da Dorian.»
E così Lyra raccontò tutto al padre.
Dorian fu arrestato e confessò il suo piano malvagio.
Anche lo stregone Morvax venne arrestato
— «Spezza l’incantesimo, ora!» ordinò il re a Morvax.
— «L’incantesimo…non posso spezzarlo...» rispose lo stregone.
— «L’unico modo è usare il Talismano del Legame: è una pietra magica, che lega chi la tiene con chi vuole salvare. Ma…è così rara, che nessuno l’ha mai trovata»
«Intendi dire questa? » - Lyra mostrò la sua metà della pietra
E tra lo stupore dei presenti anche il drago mostro la sua pietra.
Improvvisamente, le due metà si sollevarono in cielo..e quasi attratte da una forza magnetica e si unirono in un pezzo unico!
Lyra quindi lo raccolse e e gridò: — «Talismano del Legame, spezza l’incantesimo!»
Una luce fortissima la abbagliò e il talismano sprigionò una energia magica.
Improvvisamente il drago si trasformò di nuovo in Aaron!
Lyra corse ad abbracciarlo.
— «Hai custodito la tua metà...»
— «Perché non ho mai perso la speranza.»
Il re si commosse, lo stregone e Dorian furono mandati via in esilio e il regno imparò a credere nella forza del cuore.
Lyra e Aron rimasero per sempre amici speciali, legati da un legame più forte di ogni incantesimo.
E vissero davvero, davvero felici e contenti.