Una dolce storia della buonanotte per bambini e genitori, perfetta per rilassarsi prima di dormire.
Carlo non vuole andare a dormire. Preferisce giocare con le costruzioni, le macchinine e i peluche… ma una sera qualcosa di magico accade.
Un treno luminoso appare alla sua finestra: è il Treno dei Sogni, pronto a portarlo in mondi fantastici.
Con una tenera ninna nanna, atmosfere magiche e un messaggio importante: dormire non è la fine del gioco… è l’inizio di una nuova avventura.
Il Treno dei Sogni
C’era una volta un bambino vivace di nome Dario.
Aveva lo sguardo vispo, un sorriso furbo e una sola grande passione: giocare.
Amava giocare con le costruzioni e tirare su torri altissime. Poi prendeva le sue macchinine e le faceva gareggiare in corse mozzafiato. E poi giocava per ore con i suoi peluche, parlando con loro come se fossero veri amici.
Una sera, la mamma entrò nella sua cameretta.
— Dario, è ora di dormire —
— Ma mammaaa… ancora cinque minuti! Sto costruendo una torre altissima! —
— Lo so, tesoro, ma il sonno è importante. Sai, mentre dormi cresci, il tuo corpo e la tua mente riposano… e soprattutto fai sogni bellissimi! —
Dario fece una smorfia mentre si infilava sotto le coperte.
— I sogni non sono divertenti come giocare! —
— Sai una cosa? Quando ero piccola anche io dicevo la stessa cosa. Poi ho scoperto un segreto…—
— Un segreto? —
— Sì. Un treno speciale. Il Treno dei Sogni. Se ci sali sopra, ti porta a giocare anche mentre dormi. —
Dario aggrottò la fronte.
— Un treno che ti fa sognare? Mmm… non lo so… —
La mamma sorrise e gli rimboccò bene le coperte.
Poi si allontanò e spense la luce.
— Buonanotte, piccolo. I sogni ti stanno già aspettando. —
Dario restò fermo, occhi chiusi, finché sentì la porta chiudersi piano.
Poi… zac! aprì gli occhi
— Hehe, mi dispiace, sogni. Stasera vinco io! —
Scese piano dal letto con l’idea di prendere i giocattoli e continuare a giocare
Ma a un tratto…
fiuuuuuuuu!
Un suono lontano, come un fischio di treno, riempì la stanza.
Dario si avvicinò alla finestra e rimase senza fiato.
Davanti a casa sua, sospeso tra le nuvole, c’era un treno luminoso, con binari fatti di stelle.
Dario rimase senza parole
Poi, una voce risuonò nell’aria:
— Fermata: casa di Dario! Il treno riparte tra due minuti! —
Dario spalancò gli occhi.
— Il treno… dei sogni? —
Aprì la finestra, e una scala di luce si abbassò dolcemente fino al bordo della finestra.
Dario ebbe un attimo di esitazione. Era proprio questo il treno dei sogni di cui parlava la sua mamma?
— Beh… forse un giretto veloce posso farlo! — e così salì rapidamente su per le scale.
Appena salito a bordo, vide tanti bambini che conosceva: c’era Linda, la sua compagna di classe, poi c’era suo cuginetto Luca e Johnny il figlio dei suoi vicini di casa.
Ma dormivano tutti, con un sorriso sereno.
In quel momento, si avvicinò una ragazza con la divisa da capotreno.
— Benvenuto, Dario. Io mi chiamo Luna.
- Ciao Luna, questo è il treno dei sogni?
- Esatto! Qui i bambini viaggiano nei loro sogni. —
Luna sorrise e fece un cenno a Dario di seguirla.
- Ogni vagone è un sogno diverso. Vieni, te li faccio vedere. —
Il treno partì silenzioso, tra le stelle.
Dal finestrino del primo vagone, Dario spalancò gli occhi: davanti a lui c’era un mondo fatto di costruzioni colorate. Torri altissime, ponti sospesi e castelli imponenti, proprio come i suoi giochi preferiti.
In un attimo, Dario si ritrovò a salire sulla torre più alta di tutte.
Arrivato in cima, guardò tutto dall’alto… ed era uno spettacolo meraviglioso.
Poi ritornò nel treno e parlò con Luna
- Ma posso fare tutte queste cose mentre dormo? —
— Certo! I sogni sono il modo in cui il tuo cuore continua a giocare, anche mentre il corpo si riposa. —
Entrato nel secondo vagone Dario iniziò a sentire: vrrrrooom!
C’era una gara di macchinine su piste luminose che si accendevano al loro passaggio. Dario salì a bordo di una macchina e iniziò a guidare. E tra sorpassi e curve mozzafiato, vinse la corsa tra gli applausi del pubblico.
Dario poi rientrò nel treno e salutò il mondo delle macchinine dal finestrino.
Entrando nel terzo vagone, Dario si accorse che tutto era morbido, caldo e profumava di biscotti appena sfornati.
Dario avanzò lungo il corridoio soffice come un tappeto e, senza accorgersene, si ritrovò dentro un mondo di peluche. Tra nuvole bianche e cuscini giganti vivevano orsetti, conigli e altri animaletti, tutti addormentati e stretti l’uno all’altro, con il respiro lento e un leggero russare.
Uno di loro si spostò piano piano per fargli posto e Dario si sedette al centro, avvolto da un abbraccio enorme e rassicurante.
Linda osservò quella scena in silenzio, poi iniziò a cantare con una voce dolce.
[Verse 1]
Quando di notte ti stai per addormentare
Chiudi gli occhi e lo sentirai arrivare
Tra le nuvole, su un lungo binario
il treno dei sogni è sempre in orario
[Verse 2]
si ferma alla finestra della tua cameretta
se vuoi salire, il treno ti aspetta
ognuno con la sua coperta e cuscino
sul treno dei sogni c'è spazio per ogni bambino
[Chorus]
Dormi tesoro, il treno va piano,
tra nuvole e stelle nel cielo lontano
che si colora con i tuoi pensieri
e dei ricordi di oggi che è già diventato ieri
[Verse 3]
sul treno dei sogni non serve biglietto
puoi salirci anche sdraiato nel letto
e non esiste alcuna destinazione
che non puoi raggiungere con la tua immaginazione
[Verse 4]
E mentre tu fai un sonno profondo,
il treno ti culla intorno al mondo.
E raggiunge luoghi lontani,
aspettando l’arrivo del domani.
[Chorus]
Dormi tesoro, il treno va piano,
tra nuvole, stelle nel cielo lontano
che si colora con i tuoi pensieri
e dei ricordi di oggi che è già diventato ieri
La mattina dopo, la mamma entrò nella stanza.
Dario dormiva sereno, abbracciato al suo orsacchiotto.
Poi si svegliò dolcemente e si ricordò del sogno che aveva fatto.
Scese dal letto e iniziò a correre dalla mamma:
— Mamma! L’ho sognato anche io! Il treno dei sogni! —
— Lo sapevo. Te lo avevo detto che dormire è un’avventura meravigliosa. —
E così da quella notte, quando la mamma diceva “è ora di dormire”,
Dario entrava sotto le coperte da solo e sussurrava:
— Buonanotte, treno dei sogni… ci vediamo presto! —
FINE